Sempre più spesso il nostro Studio Legale si trova sommerso da richieste di pareri informali sulla validità di “soluzioni lampo” alle problematiche attuali trovate in rete o sui social networks, tra cui in primis quelle relative all’utilizzo del green pass ed alle restrizioni imposte dai decreti governativi nei confronti di chi ne è sprovvisto.
Ebbene è importante chiarire che una risposta seria a tali domande non può prescindere, ogni volta, da una basilare premessa che si fonda sull’etimologia stessa del termine GIURISPRUDENZA, composto in origine dalle parole latine juris e prudentia.
Per fornire un parere professionale degno di tal nome è sì necessario conoscere il diritto ovvero il sistema giuridico e l’impianto normativo di riferimento, ma non sufficiente in quanto, al contempo, occorre che l’avvocato chiamato a pronunciarsi su una problematica si adoperi nel rispondere con la dovuta cautela.
Ciò perché senza arrivare a negarle lo status di scienza del diritto in ragione della natura variabile ed incerta del diritto stesso (Von Kirchmann), la giurisprudenza è comunque una scienza sui generis in quanto scienza in senso lato, scienza di norme calata nel contesto dei comportamenti individuali e sociali (Wroblewski).
All’atto pratico ciò significa che, non esistendo in materia di diritto soluzioni preconfezionate valide erga omnes (nei confronti di tutti) ed essendo, al contrario, ogni caso (fattispecie) a sé stante, il professionista deve impiegare un approccio per l’appunto accorto e prudente, tale da garantire una preliminare attenta disamina della specifica questione sottopostagli dal cliente.
Per questo motivo noi di Legalist® evitiamo di fornire sbrigative “opinioni” tramite whatsapp, telegram o altri mezzi di comunicazione equivalenti, ritenendo che un parere professionale possa essere reso solo ad hoc nel rispetto dei tradizionali canoni della “jurisprudentia”.