E’ vero, non ci piace parlarne, l’idea del “dopo” è un concetto difficile da gestire e ancor prima da accettare.

“Cosa accadrà al mio patrimonio dopo la mia morte?” è una domanda che prima o poi tutti ci poniamo anche se ci piace rimandare nel tempo la risposta perché non siamo pronti ad affrontare certe tematiche.

Da una recente ricerca emerge che solo il 15% degli italiani pianifica la trasmissione del proprio patrimonio mentre il restante 85% lo affida alla sorte e lascia che le cose vadano per il loro corso senza tener conto delle problematiche e degli imprevisti (legali, fiscali, finanziari, affettivi) che così facendo finiscono per ricadere sui familiari.

Accade spesso che una morte improvvisa non permetta di impartire disposizioni agli eredi su come gestire e amministrare la propria azienda. Capita altrettanto spesso che a fronte di una malattia si debba decidere le sorti del proprio patrimonio in pochissimo tempo, tanto da non poter programmare e ponderare con sufficiente lucidità di pensiero la ripartizione dello stesso fra i vari eredi.

Atteso che al di là dei vari dibattiti e proposte di legge ad oggi il nostro ordinamento non prevede alcun diritto successorio in favore del convivente more uxorio, che ne sarà ad esempio del medesimo in assenza di un testamento o di altre forme di tutela?

Cosa accadrà se un coniuge separato, ma non ancora divorziato, è vittima di una morte improvvisa? In assenza di un’adeguata pianificazione del patrimonio una buona parte dei suoi beni andrà alla ex moglie/ex marito mentre nulla potrà pretendere il convivente more uxorio.

Cosa accadrà se a fronte di una donazione fatta in vita per favorire una persona cara, dopo la morte del donante gli eredi impugnano la donazione per lesione della loro quota di legittima?

Immaginate anche un imprenditore che nel corso degli anni ha inserito gran parte del patrimonio familiare nella propria azienda senza che i beni aziendali e familiari risultino suddivisi in modo chiaro. Quali e quante controversie potranno scaturire da tale incertezza fra gli eredi e i soci del defunto?

Le situazioni di litigiosità procurate da una mancata pianificazione della successione ereditaria sono infinite.

E’ bene sapere che molte situazioni di criticità possono essere agevolmente risolte mediante una programmazione preventiva. Esistono infatti molteplici strumenti idonei a tutelare il proprio patrimonio nella fase di passaggio generazionale (v. accensione di polizze sulla vita, il mandato fiduciario, la costituzione del diritto di usufrutto, la fondazione, il patto di famiglia, per ricordarne sole alcune) ognuno con peculiari caratteristiche e specifici benefici.

Fatevi consigliare da un professionista preparato nella scelta dello strumento più idoneo a tutelare adeguatamente il vostro patrimonio (e quello delle generazioni future): affrontare per tempo in modo ragionato e consapevole la fase del “dopo” è l’unico modo per prevenire problemi familiari e “salutare” la vita con assoluta tranquillità.